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Grotta Martina


Data: 20/03/2016

"Che belli sembrate sulla Luna!", ha commentato un genitore vedendo una foto. Già, andare sottoterra è come andare in un altro mondo, dove le percezioni del tempo e dello spazio sono totalmente diverse. E dopo un po' che sei lì ti chiedi: quanto tempo sarà passato? Fuori sarà giorno o sera? Pioverà? Non c'è orizzonte a riferimento, e spesso il non poter stare eretti ti fa venire qualche dubbio su ciò che sia il concetto di "orizzontale" e "verticale"...
Un altro mondo, e, come tutti gli "altri mondi", difficile da raggiungere. E' servita una equipe di esperti, molto materiale tecnico specifico, pianificazione accurata e dettagliata. Eccezionale giornata sotto tutti i punti di vista.

Due i gruppi: uno si è recato alla Grotta Martina, l'altro alla Grotta Savi.
La Grotta Martina ci ha accolto con un lungo stretto cunicolo in cui abbiamo dovuto strisciare come in un budello di roccia, per poi seguire un lungo ed articolato percorso tra strettoie, muretti da scendere e da salire arrampicando, traversi sulla parete della voragine. Qui chi voleva gustarsi l'aspetto più squisitamente tecnico ed atletico della speleologia ha avuto pane per i suoi denti, anche se le concrezioni e le bellezze del sottosuolo non mancavano affatto.

La grotta Savi si è rivelata invece più abbordabile nell'aspetto tecnico (ma le strettoie e i passaggi delicati non mancavano!) e ben più ricca dal punto di vista dei gioielli naturali in essa contenuti.
Due gruppi, due grotte, due diverse ma ugualmente indimenticabili esperienze!


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